11 gennaio ā 26 luglio 2020
Mostra personale di Francesco Quadri
Eā la prima volta che mi capita di dover raccontare il mio lavoro in pittura. Lāemozione domina queste prime parole. Raccontare il proprio lavoro, come se avesse un senso preciso e organico, laddove invece ha unāorigine quasi totalmente istintiva, ĆØ unāoperazione molto complessa.
Il movimento di una matita su un foglio di carta ha rappresentato la mia prima forma di comunicazione verso il mondo. Prima della scrittura. Forse ancor prima della parola. Ricordo i primi soggetti che incuriosirono la mia fantasia: le galline e i polli. Non ricordo affatto cosa scatenò lo stimolo vero e proprio a ritrarre uno dei più goffi pennuti della Terra, ma di certo al primo tentativo, poi al secondo e poi al terzo, nasceva un innamoramento crescente nel riprodurre le cose del mondo. Fosse anche solo un pollo, che razzola in uno steccato.
Dai polli, la foga di riprodurre e rappresentare ĆØ cresciuta inarrestabile, in modo spesso irrazionale e tumultuoso. Solo dopo molti anni ho cominciato a dare un ordine e una direzione al mio lavoro. Per questo ĆØ nata la mia prima vera mostra, oltre all’indispensabile intuizione e capacitĆ organizzativa di Nicoletta Candiani, titolare e curatrice di SAC, da qualche tempo ho messo assieme alcuni dipinti frutto di una visione comune.
I āTantiā mostrano luoghi, contesti, situazioni in cui ad essere protagonista ĆØ la massa. Allāinterno di una folla, volendoli trovare, stanno innumerevoli protagonisti, ma la prima forma identitaria che emerge ĆØ la folla stessa. Il gruppo, la massa; può esaltare, può terrorizzare, ma comunque si impone sui singoli. LƬ nasce il fascino che mi porta a raffigurare situazioni di questo tipo, contesti dove possono trovarsi a coesistere tante anime o cose, i āTantiā per lāappunto.
Da quando ho iniziato la ricerca dei āTantiā, mi sono risultati utilissimi supporti rigidi, leggeri e lisci, che mi consentissero maneggevolezza, lavorando spesso chino sul piano o tenendo la tavola direttamente sulle ginocchia (per la gioia del portafoglio del mio ortopedico), oltre alla permeabilitĆ della superficie, che mi consentisse la possibilitĆ di operare con tecniche varie e differenti. Ultima e non certo meno importante, l’omogeneitĆ e la liscezza dovevano consentirmi di arrivare al più sottile livello di dettaglio nel disegno, ove si fosse presentata la necessitĆ . Ecco dunque che tavole di truciolato pressato, compensati trattati, in particolare il lamellare, oppure il poliplat, poliedrico ed affascinante (che preferisco chiamare per una mia debolezza estetica ācarta rinforzataā), si sono rivelati ottime interfacce per il mio racconto.
Per quanto riguarda le tecniche, man mano che la mia ricerca prendeva piede ho capito, in base al soggetto, quali materiali privilegiare; quali toni di colore e quali intensitĆ . L’inchiostro, distribuito da trattopen molto sottili (non più di 0,2 mm), caratterizzano ogni aspetto dell’ossatura di questi lavori. Un tratto discreto ma sempre deciso e affidabile, oltre alla facile simbiosi con ogni tono di colore e alla sua buona reazione alle vernici finali. Poi in certi casi l’ombreggiatura ad acquarello mi ha assistito nella tridimensionalitĆ di alcune scene o di singoli personaggi. A chiudere, l’acrilico, spesso usato in campiture dense e piatte, per creare pareti o spazi di pieno colore su cui far stagliare le moltitudini dei āTantiā. Un’architettura di materiali pulviscolari e variegati che si sono trovati a coesistere per rispondere all’esigenza armonica che avevo nella mente e negli occhi. Un po’ come l’architettura pulviscolare e variegata di una folla o di una massa di oggetti che trova nel fondo dell’occhio e dello spirito un suo misterioso equilibrio.
Come tutti gli impulsi che muovono la mia mano su una superficie, anche questi āTantiā non potrebbero essere considerati lontani dell’idea di movimento e, conseguentemente, dalla messinscena cinematografica. Ognuna delle singole situazioni dei āTantiā sono delle virtuali ambientazioni che un domani amerei raccontare cinematograficamente.
- RIPRESA DELLE ATTIVITA’. 2019. Inchiostro e acrilico su carta rinforzata. 50 x 68 cm.
- VIENE GIUā IL TEATRO. 2018. Inchiostro, acquerello e acrilico su legno. 50 x 50 cm.
- NON E’ UN RITRATTO A MYSS KETA. 2019. Inchiostro, acquerello e acrilico su legno. 53 x 24,5 cm.
NOTE D’ARTISTA
Nasce nel 1989 a Bergamo. Si diploma al Liceo Artistico di Bergamo nel 2008. Studia Storia del cinema a Torino laureandosi nel 2012. Nel 2018 si diploma in regia e produzione pubblicitaria presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano. Contemporaneamente lavora come visualizer, storyboard-artist e illustratore. Attualmente vive e lavora a Milano, prevalentemente come regista e produttore pubblicitario, oltre a perseguire la sua attivitĆ pittorica e di illustratore.






