{"id":19498,"date":"2026-01-29T15:00:25","date_gmt":"2026-01-29T14:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/?post_type=tribe_events&#038;p=19498"},"modified":"2026-02-13T17:30:32","modified_gmt":"2026-02-13T16:30:32","slug":"frammenti","status":"publish","type":"tribe_events","link":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/en\/evento\/frammenti\/","title":{"rendered":"Frammenti"},"content":{"rendered":"<p><i><span data-contrast=\"auto\">\u201cMa nel momento stesso in cui quel sorso, mescolato alle briciole del dolce, tocc\u00f2 il<\/span><\/i><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><i><span data-contrast=\"auto\">mio palato, trasalii, attento a ci\u00f2 che accadeva di straordinario in me\u201d.<\/span><\/i><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span data-contrast=\"auto\">(Marcel Proust, <em>Dalla parte di Swann<\/em>, 1913)<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Spesso \u00e8 un dettaglio a innescare un\u2019esperienza di rivelazione. Nel celebre episodio della madeleine\u00a0di Marcel Proust, un gesto semplice, come addentare un dolce, dopo averlo immerso nel t\u00e8, agisce\u00a0da amplificatore sensoriale in grado di far riemergere un intero universo di immagini ed\u00a0emozioni.<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\"><em>Frammenti<\/em> si sviluppa in questo spazio percettivo liminale, dove ci\u00f2 che \u00e8 ambiguo, discontinuo e\u00a0parziale, continua a interrogare lo sguardo e la mente.<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">SAC apre le sue porte al pubblico, per la prima volta, con una mostra bipersonale. Silvia Beltrami e\u00a0Giuseppe Gallace, gi\u00e0 presenti nello spazio in precedenti esposizioni collettive, sono ora protagonisti\u00a0di un confronto diretto, un dialogo visivo in cui le loro sensibilit\u00e0 si intrecciano e si\u00a0rispecchiano.<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">La ricerca di <strong>Silvia Beltrami<\/strong> (Roma, 1974) si muove all\u2019interno di una realt\u00e0 frantumata, instabile e mai pienamente afferrabile. Fin dagli esordi il collage si afferma come suo linguaggio privilegiato: non una semplice tecnica compositiva, ma un gesto critico attraverso cui l\u2019immagine viene smontata, decontestualizzata e ricostruita. Nei lavori pi\u00f9 recenti Beltrami intreccia il collage alla pratica dello strappo d\u2019affresco: tecnica che consiste nella rimozione dello strato superficiale della parete che, grazie all\u2019uso di colle vegetali e di una tela leggera (<em>calicot<\/em>), viene staccata e trasferita su un nuovo supporto. Il muro, inteso come luogo di stratificazione storica, viene cos\u00ec fisicamente sottratto al suo contesto originario per diventare opera, mantenendo intatta la propria corporeit\u00e0 e al tempo stesso evocando l\u2019effetto visivo di un manifesto strappato. Il frammento, lungi dall\u2019essere una perdita, si fa elemento generativo: una porzione di realt\u00e0 che, sottratta al proprio tempo e spazio, apre a nuove possibilit\u00e0 di senso. Le figure che abitano le opere di Beltrami restituiscono una condizione umana precaria, segnata da pregiudizi, controllo e incomunicabilit\u00e0. Decostruire per dare nuova vita: \u00e8 in questo gesto che la pratica di Beltrami trova il proprio nucleo pi\u00f9 autentico. L\u2019artista si affida alla teoria del <em>Decostruzionismo<\/em>, elaborata da Jacques Derrida, secondo cui \u00e8 necessario smontare concetti e strutture consolidate per rivelarne la fragilit\u00e0 e le contraddizioni, mostrando come i significati siano in continua trasformazione.\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\"><strong>Giuseppe Gallace<\/strong> (Soverato, 1993) rifiuta la narrazione lineare per aprirsi a un\u2019ambiguit\u00e0<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">stratificata, visiva e immaginifica. La sua ricerca si presenta come un campo aperto alle<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">interpretazioni, fondato su un rapporto intimo con la pittura. Per l\u2019artista la tela \u00e8 una superficie in cui passato e presente, crosta e polpa convivono senza gerarchie prospettiche. Gallace colloca la propria ricerca nella sfera del <em>Realismo Magico<\/em>, inteso come approccio artistico e letterario che fonde il quotidiano con elementi fantastici, rendendo straordinario ci\u00f2 che appare ordinario; una soglia instabile tra realt\u00e0 e immaginazione, in cui le immagini mantengono un\u2019apparente quiete formale ma sono attraversate da una tensione sottile e inquieta. Nei lavori pi\u00f9 recenti Gallace fa affiorare elementi floreali che, come tracce materiali, squarciano la superficie pittorica rendendo visibile la stratificazione del dipinto. Le forme, fragili e sul punto di piegarsi o rompersi, abitano una condizione di tensione latente, sospesa tra la rappresentazione infantile del fiore e una sensazione di inospitalit\u00e0. Il dualismo tra l\u2019illusione tipica dell\u2019infanzia e la disillusione della giovinezza esprime con chiarezza l\u2019ibridazione tra delicatezza e inquietudine che caratterizza il lavoro di Gallace, dove l\u2019apparenza suggerisce una favola continuamente interrotta da frammenti di tela che ne incrinano l\u2019incanto.<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">All\u2019interno di questo dialogo, il frammento si afferma come forma di possibilit\u00e0. Le opere di Beltrami e Gallace abitano un territorio ibrido in cui il reale, pur frantumato, resta vivo.<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span data-contrast=\"auto\">Testo critico di Sofia De Pascali<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19526\" src=\"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Giuseppe-Gallace-Ricordo-di-un-dolore-2025-40x40-tecnica-mista-su-tela-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"2560\" srcset=\"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Giuseppe-Gallace-Ricordo-di-un-dolore-2025-40x40-tecnica-mista-su-tela-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Giuseppe-Gallace-Ricordo-di-un-dolore-2025-40x40-tecnica-mista-su-tela-1280x1280.jpg 1280w, https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Giuseppe-Gallace-Ricordo-di-un-dolore-2025-40x40-tecnica-mista-su-tela-980x980.jpg 980w, https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Giuseppe-Gallace-Ricordo-di-un-dolore-2025-40x40-tecnica-mista-su-tela-480x480.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2560px, 100vw\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOSTRA DI SILVIA BELTRAMI E GIUSEPPE GALLACE<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":19528,"template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_price":"","_stock":"","_tribe_ticket_header":"","_tribe_default_ticket_provider":"TEC\\Tickets\\Commerce\\Module","_tribe_ticket_capacity":"0","_ticket_start_date":"","_ticket_end_date":"","_tribe_ticket_show_description":"","_tribe_ticket_show_not_going":false,"_tribe_ticket_use_global_stock":"","_tribe_ticket_global_stock_level":"","_global_stock_mode":"","_global_stock_cap":"","_tribe_rsvp_for_event":"","_tribe_ticket_going_count":"","_tribe_ticket_not_going_count":"","_tribe_tickets_list":"[]","_tribe_ticket_has_attendee_info_fields":false,"_tribe_events_status":"","_tribe_events_status_reason":"","footnotes":"","_tec_slr_enabled":"","_tec_slr_layout":""},"tags":[],"tribe_events_cat":[3],"class_list":["post-19498","tribe_events","type-tribe_events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tribe_events_cat-mostra","cat_mostra"],"ticketed":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/19498","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/tribe_events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/19498\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19508,"href":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/19498\/revisions\/19508"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19528"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19498"},{"taxonomy":"tribe_events_cat","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.spazioartecontemporanea.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events_cat?post=19498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}