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DESCRIPTION:Sabato 13 dicembre il pubblico avrà accesso ad un cantiere in continuo divenire.\nSei anni di apertura di SAC come sei orbite terrestri\, simbolo di evoluzione\, alterazione\, sedimentazioni.\nSei danzatori tracciano la memoria del luogo attraverso un movimento circolare a richiamare il fluire del tempo\, la ripetizione\, il ritorno.\nSei oggetti\, indizi di un lavoro in corso\, vengono maneggiati con gesti di costruzione e decostruzione\, in un turbinio incessante.\nLa performance si fa vortice. Spazio\, corpi e oggetti si trasformano reciprocamente\, generando uno scenario in perenne rinnovamento. \n  \nPerformer: \nSilvia Cattaneo \nIsabella Dall’Omo \nSofia De Pascali \nFrancesca Di Marco \nRiccardo Fiorio \nMatteo Ligori \n  \nSound: \nFederico Pasciucco \n 
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SUMMARY:Collezione Permanente SAC
DESCRIPTION:VORTICE\nSabato 13 dicembre il pubblico avrà accesso ad un cantiere in continuo divenire.\nSei anni di apertura di SAC come sei orbite terrestri\, simbolo di evoluzione\, alterazione\, sedimentazioni.\nSei danzatori tracciano la memoria del luogo attraverso un movimento circolare a richiamare il fluire del tempo\, la ripetizione\, il ritorno.\nSei oggetti\, indizi di un lavoro in corso\, vengono maneggiati con gesti di costruzione e decostruzione\, in un turbinio incessante.\nLa performance si fa vortice. Spazio\, corpi e oggetti si trasformano reciprocamente\, generando uno scenario in perenne rinnovamento. \nPerformer: \nSilvia Cattaneo \nIsabella Dall’Omo \nSofia De Pascali \nFrancesca Di Marco \nRiccardo Fiorio \nMatteo Ligori \nSound: \nFederico Pasciucco \n  \nA partire dal 2019\, SAC ha costruito la propria identità come un cantiere in continuo divenire.\nOgni esposizione ha rappresentato la tappa di un processo aperto; la collezione oggi presentata offre l’opportunità di osservare ciò che è stato generato nel tempo\, prima che il processo riprenda a trasformarsi: come se il cantiere si fermasse un istante\, in una pausa che restituisce valore.\nLe opere esposte\, nella loro eterogeneità\, hanno contribuito a definire il profilo dello spazio: un’identità stratificata\, continuamente ridefinita attraverso il fare. Questa mostra è un esercizio di memoria attiva\, una ricognizione attraverso i percorsi e le ricerche che hanno attraversato SAC negli anni.\nLa collezione\, come un ritratto corale\, testimonia le relazioni autentiche con il luogo e con le persone. I lavori sono stati selezionati secondo tre criteri principali: un’opera di rappresentanza scelta per ogni mostra personale; opere vincitrici del Primo Premio Candiani della prima e seconda edizione; opere realizzate in situ dagli artisti vincitori delle residenze d’artista. \nPer quanto riguarda le mostre personali\, il percorso espositivo si apre con QR di Lucrezia Minerva\, una tela realizzata sul finire della pandemia che riflette sul qr code\, mezzo imprescindibile di quel periodo. Impact di Diego Asperges\, che invita l’osservatore a soffermarsi sull’attuale condizione del Pianeta Terra\, vittima di sfruttamento e atrocità. La grande fabbrica di tessuti di Francesco Quadri\, un’opera inedita\, donata dall’artista e realizzata su un quaderno giapponese Moleskine: una traduzione visiva di ciò che\, secondo l’autore\, avveniva all’interno dello spazio originario legato alla tessitura. Con Creazione\, Erica Conti porta lo spettatore a visualizzare il corpo nel suo duplice natura: interiore ed esteriore\, carnale e spirituale. Francesca\, di Giuseppe Barilaro\, è una figura su legno non immediatamente riconoscibile\, a causa dei graffi e della lavorazione del materiale\, che invita a una rielaborazione visiva. Francesco Damiani con Scultura organica fluo\, crea forme piene e vuote\, geometrie sospese e leggere\, utilizzando pasta di cellulosa e gomma e legno. I soggetti del collage Autumn Zoo di Elena Monzo\, sembrano provenire da un mondo altro\, fluttuano e danzano in pose contorte. Alessandro Negri\, con Frutti maturi\, attraverso il gesto pittorico\, crea grovigli che richiamano naturali: rami\, radici si intersecano e annodano intorno ai frutti\, in un movimento continuo. La ragazza col melograno\, scultura in carta di Vittorio Iavazzo\, narra il mito di Persefone\, costretta a restare negli Inferi per aver mangiato sei chicchi di melograno\, causando l’alternarsi delle stagioni. Ernesto Morales\, con Clouds XXVIII\, esplora l’effimero delle nuvole\, catturandone la mutevolezza come metafora della condizione umana. \nIn riferimento alle opere dei vincitori del Premio Luigi Candiani della prima edizione (2022/2023)\, in ordine\, si incontra Telememoria del collettivo Zeroscena (Luka Bagnoli ed Elisa La Boria) con Silvia Francis Berry\, un’opera-video che riflette sul tema della memoria trattata come oggetto: da rammendare e ricordare. Ibridazione di Stefano Zaratin è un monito: porre attenzione al Pianeta. Il mondo animale è costretto a snaturarsi per adattarsi alla trasformazione distopica già in atto. Giampaolo Parrilla\, con Dry – cleaning machine\, immagina una lavanderia a secco nella quale i corpi dei rifugiati ucraini sono appesi come abiti: chi conserva il proprio corpo dopo il lavaggio sarà appeso alle aste\, chi lo perde\, al soffitto. Asako Hishiki realizza una serie di xilografie giapponesi: Il viaggio #1\, nello specifico\, riflette sul tema del viaggio\, attraverso l’elemento dell’acqua. \nTra le opere dei vincitori del Premio Luigi Candiani della seconda edizione (2023/2024)\, compare Yirui Fang\, con Vulcanico\, che\, attraverso l’uso materico dell’olio\, rappresenta lingue di fuoco che creano vortici su tutta la tela. Asya Magnaterra tramite la figura mitica di Morfeo\, dio dei sogni\, con L’abbraccio di Morfeo\, accompagna lo spettatore nel proprio inconscio più profondo\, alla ricerca della vera natura dell’essere. Sanda Skujina\, ispirata dalla primordiale gestualità della figlia di due anni\, realizza Scarabocchi: segni che si rivelano un linguaggio autentico e privo di sovrastrutture. Giuseppe Gallace\, con La passeggiata\, indaga la sensazione di solitudine legata alla mancanza\, raffigurando figure sospese in un paesaggio desertico. Con Un attimo prima\, Angelo Farina mostra come preoccupazione\, senso di alienazione e attesa possano bloccare non solo il tempo\, ma anche l’anima di chi le prova. \nSAC rivendica la forza del sedimentare e del custodire attraverso questa esposizione\, che si concretizza come un gesto curatoriale di restituzione e rilettura: un tentativo di far dialogare opere nate in momenti diversi\, per far emergere connessioni inattese e riattivare una memoria collettiva. SAC rinnova il suo impegno ad ampliare la collezione e a costruire nuovi dialoghi\, aprendo la strada a future narrazioni condivise. \n  \nTesto di Sofia De Pascali
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SUMMARY:Premio Luigi Candiani - Artisti Affermati
DESCRIPTION:Il tema della terza edizione del concorso Premio Luigi Candiani del 2024/2025 è “Radici”. \nOgni città nasconde fra i vicoli un infinito insieme di tracce di cui l’uomo è unico artefice.\nA contatto con tutto ciò che lo circonda\, trascorre la vita lasciando il ricordo delle sue radici in\nogni posto in cui viaggia\, in ogni persona che incontra\, in ogni sguardo rincorso di sfuggita.\nChi sia davvero\, solo lui lo sa\, solo lui può intravedere le sue verità nascoste e riconoscere il\nproprio microcosmo.\nE tu\, da quale pianeta provieni? \nI nomi dei finalisti del concorso\, sezione Artisti Affermati sono: \nGuido Airoldi\nGiuseppe Barilaro\nSara Cancellieri\nRita Casdia\nFederica Cipriani\nLuigi Coppola\nDiego Dutto\nMassimiliano Gatti\nSimone Miccichè\nDaniela Daz Moretti\nAnna Nutini\nMauro Pinotti\nDavide Prevosto\nAlex Sala / Daniele Molteni\nAndrea Savazzi\nMatteo Suffritti\nAndrea Tonellotto\nVaste Programme\nElisa Zadi \nVincitore primo premio:\nSimone Miccichè\nVincitori residenza d’artista:\nLuigi Coppola\nMatteo Suffritti\nVincitore Menzione Ernesto Morales:\nLuigi Coppola
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DESCRIPTION:Inaugurazione e premiazione vincitori. \nMostra aperta dal mercoledì alla domenica\, fino a sabato 4 ottobre.
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SUMMARY:Premio Luigi Candiani - Giovani Artisti
DESCRIPTION:Il tema della terza edizione del concorso Premio Luigi Candiani del 2024/2025 è “Radici”. \nOgni città nasconde fra i vicoli un infinito insieme di tracce di cui l’uomo è unico artefice.\nA contatto con tutto ciò che lo circonda\, trascorre la vita lasciando il ricordo delle sue radici in\nogni posto in cui viaggia\, in ogni persona che incontra\, in ogni sguardo rincorso di sfuggita.\nChi sia davvero\, solo lui lo sa\, solo lui può intravedere le sue verità nascoste e riconoscere il\nproprio microcosmo.\nE tu\, da quale pianeta provieni? \nI nomi dei finalisti del concorso\, sezione Giovani Artisti sono: \nMarta Allegra\nFlavia Bellavia\nSelene Bertagnini\nFlavia Bucci\nMatteo Chessa\nEleonora Desole\nAlice Dicembrino\nNadia Enix\nGiulia Facchin\nEleonora Fracchia\nMichela Longone\nAntonio Motta\nFrancesco Pegurri\nIlaria Pennoni\nLudovica Piepoli\nCamilla Riscassi\nRoberta Romeo\nFrancesca Rossello\nYirong Wu \n  \nVincitore primo premio:\nYirong Wu\nVincitori residenza d’artista:\nFlavia Bucci\nCamilla Riscassi\nVincitore Menzione Ernesto Morales:\nSelene Bertagnini
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DESCRIPTION:Inaugurazione e premiazione vincitori. \nMostra aperta dal mercoledì alla domenica\, fino a sabato 26 luglio.
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SUMMARY:Open day corsi d'arte
DESCRIPTION:Domenica 25 maggio\, dalle 16:30 alle 19:30\, vi aspettiamo per presentare la nuova programmazione dei corsi di settembre e la mostra degli allievi con i lavori realizzati durante l’anno. \nSaranno presenti i nostri insegnanti pronti a rispondere a qualsiasi curiosità! \nNon mancate!
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SUMMARY:Di nuvole e di soglie
DESCRIPTION:Ernesto Morales nella mostra “Di nuvole e di soglie” presenta due delle sue serie più note esposte in passato in musei internazionali: “Clouds” e “Places”\, dipinti olio su tela che riflettono profondamente la sua esplorazione artistica e concettuale dell’ultimo decennio. Attraverso “Clouds”\, Morales esplora la fluidità e l’effimero delle nuvole\, catturando la loro trasformazione e mutevolezza come metafora della condizione umana e dell’impermanenza della vita stessa. In contrasto\, la serie “Places” si concentra sulle rappresentazioni di luoghi\, spesso intrecciando memoria e percezione attraverso l’uso di colori e composizioni che evocano emozioni e ricordi. \n\nBIOGRAFIA \nErnesto Morales nasce nel 1974 a Montevideo\, in Uruguay\, e inizia il suo percorso artistico a Buenos Aires dove ha vissuto fino al 2006 per poi trasferirsi in Europa. Dopo un primo periodo a Parigi\, stabilisce il suo studio in Italia\, inizialmente a Roma e dal 2011 a Torino.  \nLa sua ricerca artistica lo ha condotto negli ultimi venti anni a realizzare mostre in musei e gallerie internazionali tra Europa\, America e Sud-Est asiatico. Tra il 2009 e il 2025 ha rappresentato istituzionalmente Italia\, Argentina e Uruguay con una serie di importanti esposizioni personali. Nel 2019 è stata inaugurata la sua retrospettiva “Mindscapes” a New York presso il Consolato Generale della Repubblica Argentina. Nel 2023 ha realizzato la mostra “Come fosse luce” in dialogo con l’opera di Lucio Fontana presso la Fondazione La Crescentina in Piemonte\, Italia\, e da novembre 2024 a febbraio 2025 realizza la sua mostra “The beginning and the light” presso il Rothko Museum in Lettonia.
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SUMMARY:Morbido nido
DESCRIPTION:La gravidanza è un viaggio intenso\, ricco di emozioni\, di mutamenti\, di attesa e di spazi da creare… Necessita di un luogo sicuro e accogliente\, proprio come un morbido nido! \nTi aspettiamo domenica 13 aprile al SAC potrai vivere un incontro espressivo dedicato a te e al tuo benessere in una fase unica e trasformativa attraverso l’utilizzo dei materiali artistici che favoriscono una libera espressione e la condivisione di pensieri e stati d’animo nel gruppo. \nL’arteterapia è un modo meraviglioso per esplorare i cambiamenti e le evoluzioni di un periodo speciale. \n  \nArteterapeuta Raffaella Fontana \nNon è richiesta nessuna competenza artistica \nCosto di partecipazione 20 € \nPrenotazione necessaria tramite mail a info@spazioartecontemporanea.com
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SUMMARY:Finissage Poli
DESCRIPTION:Sabato 12 aprile non mancare al finissage della mostra Poli\, dedica di una plurarità di artisti al fondatore della galleria Maelström di Milano\, Luca Poli. Non perderti la possibilità di incontrare gli artisti protagonisti della mostra\, ti aspettiamo! \nScopri di più sulla mostra
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SUMMARY:Poli
DESCRIPTION:La mostra si può pensare come organismo complesso\, un insieme di elementi che collaborano a veicolare un pensiero di diversa natura\, che sia critica\, filosofica\, morale. Quando sono molteplici i punti di vista\, nel caso delle esposizioni collettive\, è ovvio come per trasmettere un messaggio univoco e in accordo serva un nucleo attorno al quale gli artisti gravitino\, come un vortice attorno al suo occhio. \nSAC presenta la mostra collettiva Poli\, raccogliendo le opere di 19 artisti che durante la loro carriera hanno esposto alla galleria Maelström di via Ciovasso 17 a Milano. L’esposizione si incentra attorno alla memoria di Luca Poli\, gallerista nonché attore dell’arte contemporanea che ha condotto il suo lavoro\, assieme a Rita Marziani\, cercando di attrarre nel suo spazio creatori e fruitori del contemporaneo\, con la speranza di trasmettere l’affascinante complessità che lo permea. \nLa galleria\, intitolata omaggiando il racconto di Edgar Allan Poe Discesa nel Maelström\, ha saputo mostrare la sua natura ibrida e complessa: mai statica o unilaterale è divenuta un progetto itinerante nel 2012 ampliandosi anche a servizio di Art Advisory\, mantenendo sempre a cuore la causa del sostegno ai giovani artisti e alla varietà espressiva dei loro approcci. Come per la mostra Estro che inaugurò la galleria del 2010\, anche Poli ha l’obiettivo di dare voce agli artisti attraverso il loro personale linguaggio senza un particolare filo conduttore\, anzi enfatizzando la Varietà di media e tipologie di rappresentazione e proponendo allo spettatore un percorso libero\, invitandolo a perdersi ancora una volta in quel Maelström di materie\, forme e dimensioni\, in equilibrio tra lo spaesamento e il fascino.  \nÈ la scultura ad aprire l’esposizione\, L’ordine delle cose è l’opera di Andrea Cereda che attraverso la sua composizione racconta l’ordine geometrico dietro alla nostra realtà. La regola armonica che lega la pietra\, ancorata al suolo\, alle forme in metallo su muro che\, simili a frammenti di un aeroplano\, dialogano con lo spazio con paradossale leggerezza. L’installazione Under Water di Alice Olimpia Attanasio comprende due dipinti e alcune sculture che vogliono portare a riflettere sulla condizione dei pesci\, parte fortemente a rischio nel nostro ecosistema qui rappresentata fuori dal suo ambiente naturale in figure ceramiche oppresse dal cemento\, decapitate o ritratte sofferenti sulla tela. L’opera di Guido Airoldi conclude la sezione scultorea disseminata nella mostra. Lèmene riproduce in maniera mimetica\, attraverso carta su tela e tavola\, la pietra ammonitica utilizzata per recintare gli appezzamenti di terreno della Lessinia\, tessendo un rapporto analogico tra scultura e territorio. Repentino il vortice porta dal tridimensionale alla fotografia\, Mise en abyme: la rovina nella rovina  di Nicola Bertellotti si interpella sulla “messa in abisso”\, fenomeno narratologico di reduplicazione dell’immagine che l’artista sfrutta per costruire un racconto sulla rovina nella rovina\, l’affresco consunto che riflette lo spazio fatiscente attorno a esso. Anche Tommaso Fiscaletti utilizza il medium fotografico per raccontare gli spazi da un punto di vista percettivo. Mute #11 trasporta lo spettatore dal visuale all’uditivo ritraendo il dialogo tra la giostra e la natura circostante\, un contesto rumoroso e dinamico che viene fermato e “messo in muto” attraverso la sua immagine. La figura femminile è al centro dell’opera di Sara Giannatempo che espone il dittico Filles a parties\, Filles d’amour\, Filles en circulation dalla serie “Una Nuova Schiavitù”\, composizione che con linguaggio cinematografico propone un campo e controcampo tra le lavoratrici di un bordello e un cliente di rilievo dal volto coperto\, in una sorta di tableau vivant narrativo degli anni ‘30. Francesco Minucci riflette sul tema della maschera presentando la serie “Reality Show” in cui diversi personaggi interrogano lo spettatore sulla sostenibilità dell’apparenza agli occhi della società\, evidenziando espressivamente la funzione dell’ “abito per il monaco”. Vincenzo Todaro compie un passo ulteriore dal medium fotografico\, con girl\, child and doll  della serie “DSPR” sembra evocare un’immagine residua\, la rappresentazione di una fotografia in cui la forma umana sublima come erosa dal tempo e dalla pittura che colando ha lasciato la sua traccia indelebile. Nella varietà degli approcci pittorici\, sono alcuni i temi comuni a più artisti. La Natura\, ad esempio\, è osservata da più punti di vista nelle opere di Ilaria del Monte\, Matteo Nannini e Gaia Lionello. Ilaria del Monte nelle tre opere La piccola camera fiamminga\, Doppia Fuga e Risvegli racconta del rapporto quasi simbiotico tra il corpo e la Natura secondo la caducità che li accomuna\, in una rappresentazione figurativa e luminosa arricchita di riferimenti alla simbologia cristiana e alla mitologia classica. Matteo Nannini in Riposo nel giardino dell’Eden e Adamo della serie “Giardini” dipinge una realtà vegetale idillica e sgargiante\, un luogo lontano dal caos del nostro mondo urbanizzato in cui l’uomo possa riscoprire le sue sensazioni più primordiali e nude a contatto con altre specie. Gaia Lionello\, d’altra parte\, propone una visione più cruda quanto realista. In Terre Sospese rappresenta scorci di Natura isolata\, lontana dalla convivenza con l’uomo\, dove una sottile nebbia dipinta lascia intravedere i nodi lignei della tavola. In Save the Tree una figura umana trasporta l’ultimo albero sulla sua barca\, quasi a costruire un legame narrativo con quelle Terre Sospese in cui nemmeno isolata la Natura è riuscita a salvarsi dal suo carnefice\, ora costretto a redimersi. Una posizione critica è assunta anche da Fabio Presti che nella serie House on Mars rappresenta rigidi edifici calati in spazi metafisici e sabbiosi\, evocando una realtà extraterrestre abitata dall’uomo\, frutto di una migrazione climatica a seguito della fine catastrofica del nostro pianeta. Con sguardo più formale\, l’opera di Tina Sgrò REPERTI propone uno scorcio urbano in cui una luce pulviscolare graffia lo spazio rappresentato\, restituendone un’immagine consunta e ai limiti della figuratività\, priva di presenza umana. Con Imparando a Volare\, Armando Fettolini offre allo spettatore la sua visione di leggerezza\, lontana dalla rappresentazione di un soggetto l’opera appare come una superficie in cui la materia increspata sembra volersi staccare dal supporto.  Anche Omar Canzi utilizza un approccio polimaterico e informale. In UNTITLED l’artista sembra replicare la superficie di un muro arricchito da manifesti strappati e virulenti segni di colore\, inquadrando una porzione di realtà urbana. La seconda opera\, The Bluest Light\, rappresenta una sintesi astratta dell’estetica Street Art secondo il personale punto di vista dell’artista\, che allude al graffito attraverso il colore e la rapidità spontanea del gesto pittorico. Ancora attraverso un linguaggio ibrido\, Elena del Fabbro propone un racconto che inizia con i collage digitali esposti alla galleria Maelström e si conclude con l’assemblaggio analogico di Punto di Dolore. Una sorta di evoluzione materica che apre allo spettatore la piena potenzialità interpretativa\, ponendolo davanti a un immaginario onirico popolato da figure distorte. Non mancano artisti dal gusto fortemente grafico. Erica Campanella in Sentimento e Verità rappresenta il fiore come l’oggetto puro di una bellezza perduta\, ritratto attraverso un filtro nostalgico ed evocativo che sembra farlo sbocciare e illuminare di luce propria . Willow con Assolo e Jungle Floor esplora un’estetica Neo-Pop in dialogo con il fumetto e il design. Le sue composizioni appaiono sature e smaltate interagendo con lo sguardo dello spettatore\, facendolo rimbalzare ininterrottamente da una parte all’altra colpito da una frenesia di colori. Arianna Piazza nei suoi Senza Titolo porta uno studio autobiografico sul corpo che deformato dà vita a mostruosi assemblaggi biologici. I disegni furono infatti realizzati dall’artista in un periodo di particolare difficoltà legata alla sua maternità e vogliono rappresentare come il disagio interiore possa trasformare il nostro strato più esterno. \nNella sua pluralità di visioni\, Poli presenta una realtà condensata. Un ritrovo di artisti che durante gli anni hanno costruito il racconto espositivo della galleria Maelström\, riuniti in un istante e in uno spazio comune per onorare la memoria di chi in qualche maniera gli ha permesso ancora una volta di esprimersi\, Luca Poli. \nPietro Salvatore \n  \nGUARDA IL CATALOGO DELLA MOSTRA \n  \n 
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SUMMARY:Inaugurazione Poli - mostra collettiva
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SUMMARY:Mostra dei vincitori del Premio Luigi Candiani
DESCRIPTION:La mostra vede come protagoniste le opere dei vincitori del primo premio e delle residenze d’artista delle categorie giovani artisti\, under 35 e artisti affermati\, over 35.\nIl vincitore del primo premio dei giovani artisti è Giuseppe Gallace che ha conquistato il titolo grazie all’opera “La Passeggiata” del 2024.\nNella categoria artisti affermati è stato invece premiato Angelo Farina con l’opera “Un attimo prima” del 2022.\nIn mostra oltre alle tele dei vincitori del primo premio\, vi sono le opere realizzate durante le residenze d’artista\, assegnate dalla giuria composta da Nicoletta Candiani\, proprietaria e curatrice di SAC\, Elisabetta Roncati e Marta Mezynska.\nVincitori delle residenze d’artista nella categoria giovani artisti sono Asya Magnaterra e Yirui Fang\, nella categoria artisti affermati Atefeh Khas e Sanda Skujina.\nIl Premio Luigi Candiani è stato istitituito nel 2022 in memoria del bisnonno della proprietaria e curatrice di SAC\, che aveva insediato nel 1938 una manifattura tessile nel luogo dove sorge lo stesso spazio d’arte contemporanea.\nPer la sua seconda edizione il Premio ha posto come tema di sviluppo artistico “ il viaggio all’interno del sé”\, ossia:\nEsiste una costellazione in cui tutta la storia del mondo si unisce in un solo punto: gli esseri umani.\nIl passato\, il presente\, il futuro si incontrano per raccontare un universo che corre sempre di più\, una temporalità in cui sembra non esserci altro spazio che quello per volere sempre\nqualcosa di diverso da ciò che già possediamo. In che direzione ci porterà l’iper-produttività in cui siamo incastrati? Ci si può risvegliare da questa fantasmagoria?\nEsiste un tempo\, quello in cui noi viviamo\, che ci richiama irrimediabilmente alla ricostruzione della frammentarietà che ci circonda. Un tempo in cui il nostro sguardo sul mondo si slega dalla sensazione tagliente e vertiginosa dell’abbandono della mercificazione delle nostre vite e si dirige verso l’interiorità che procede\, finalmente\, secondo un proprio tempo.\nOgni momento è il tempo dell’adesso e della rivoluzione inarrestabile che irrompe in maniera fulminea e ci renderà\, forse per la prima volta: l’io che già da sempre siamo.
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SUMMARY:Inaugurazione mostra vincitori Premio Luigi Candiani
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SUMMARY:Finissage mostra Ritual Denim
DESCRIPTION:Sabato 14 dicembre non perderti il finissage della mostra personale di Elena Monzo\, Ritual Denim. Ti aspettiamo dalle 17 al SAC!
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SUMMARY:Giorgio Magistroni & friends
DESCRIPTION:Pro Loco di Robecchetto con Induno e SAC vi aspettano nella cornice della mostra Ritual Denim di Elena Monzo\, per la seconda edizione del concerto “Giorgio Magistroni & friends” con musicisti dell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano per una serata musicale benefica a sostegno dell’associazione locale “Il Trenino Blu”. \nApertura spazio ore 20.30\, inizio concerto ore 21.00\, ingresso con donazione libera\, posti limitati. \nLa raccolta benefica della serata aiuterà a finanziare il progetto “I TALENTS” \n\nNasce dall’incontro di cinque ragazzi con spettro autistico che vivono nella zona di Padova che\, all’interno di alcuni contesti lavorativi sperimentali\, sviluppano l’idea di promuovere l’inclusione attraverso il gioco dei LEGO.\nRealizzano questa idea in collaborazione con le scuole\, costruendo con i mattoncini LEGO precedentemente recuperati dai bambini\, delle rampe\, delle pedane per disabili al fine di abbattere le barriere architettoniche. \nL’obiettivo di questo progetto è diffondere la cultura dell’inclusione\, del riciclo e della solidarietà. \n \nSito web “I Talents”: https://talentslab.it/ \nSito web associazione “Il Trenino Blu”: https://associazioneiltreninoblu.org/ \n 
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SUMMARY:Apertura bando Premio Luigi Candiani
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SUMMARY:Inaugurazione Ritual Denim - Elena Monzo
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SUMMARY:Ritual Denim - Elena Monzo
DESCRIPTION:Abitiamo una realtà in cui il Rito è ridotto a ripetizioni asettiche di gesti\, svuotato della carica simbolica che gli è sempre appartenuta. Ibridazione\, copia e stratificazione sono i mezzi con cui Elena Monzo propone un nuovo sguardo sulla ritualità\, tentando di risvegliare quel Desiderio che da troppo tempo è rimasto in noi sopito: la volontà di guardare e credere in ciò che vediamo. \nRitual Denim è la prima mostra personale di Elena Monzo all’interno dello spazio post-industriale di SAC\, un’esposizione di 30 opere\, eseguite dal 2014 a oggi\, che trasportano il fruitore in un vorticoso dialogo con figure a metà tra il mito e il contemporaneo arricchite con indumenti e gioielli\, evocate da un’ampia varietà di medium: dalla carta Washi alla calcografia\, dalla ceramica ai tessuti tra i quali il denim\, materiale con cui l’artista ha realizzato le quattro opere inedite che costituiscono uno dei nuclei fondamentali della mostra. Il percorso si sviluppa tra le principali serie elaborate dall’artista nel corso degli anni allo scopo di proporre una visione la più ampia possibile sulla sua varietà espressiva e sulla sua ricerca. \nI soggetti di Elena Monzo sembrano provenire da un mondo altro fluttuando tra realtà\, immaginario e narrazione antica in danze dalle pose manieriste e contorte le quali rispecchiano la sua ricerca nel campo della ritualità. Attraverso questi moti vorticosi le figure cangiano incastrandosi e ibridandosi fra loro in forme\, colori e materie nuove in una fusione che evoca di continuo nuovi soggetti dove già ne sono presenti altri. Non solo l’estetica\, anche la sostanza di queste figure è in continuo cambiamento: nel loro dinamismo figurativo\, queste donne archetipiche compiono una metamorfosi divenendo Icone. E’ il caso di Chloe\, una figura indissolubilmente legata al mito\, i cui indumenti impongono un’energia attuale sulle forme antiche e centauriche della creatura\, eliminando qualsiasi rimando macabro e mutandola in un soggetto potenzialmente destinato a qualche manifesto o copertina di una rivista di moda: un soggetto Cronenberghiano addomesticato. Il dialogo tra antico e attuale è molto presente in Rugiada\, una delle poche opere direttamente su tela\, che raffigura un essere in ginocchio dalla cui schiena spunta un apparato vegetale. Il suo dorso\, ricco di occhi\, guarda nostalgico al passato\, a una realtà a noi invisibile\, la sua forma invece va oltre l’umano\, spinta verso un futuro incerto. Un contemporaneo alter-ego del provvidenziale Giano bifronte. Quello di Elena è un processo di alleggerimento dei soggetti\, dove la ripetizione rituale di pose\, colori e forme sembra voler affermare un nuovo immaginario collettivo\, un pantheon di creature cariche di una nuova femminilità: nuove Icone per un presente privo di idoli. \nSupporto\, Medium\, Tecnica sono solo tre delle parole utili per sondare la complessità materiale delle opere di Elena Monzo. Da dieci anni a questa parte l’artista ha indagato svariate tecniche\, dal bidimensionale al tridimensionale\, senza mai stabilizzarsi su una\, ma stratificando e ibridando vari processi. La Carta è spesso protagonista della sua produzione: moltissime sue varianti\, di texture\, colori e stampe differenti\, si stratificano sulle sue opere andando a vestire le figure rappresentate.\nUn medium che diventa simbolo di quella complessa leggerezza che contraddistingue la sua estetica. Per sostenere il peso dei collage\, il supporto viene spesso reintelato o rinforzato con materiali rigidi\, tra cui il Forex della serie Korova Milk\, ponendo la carta sempre in primo piano\, a costituire il volto dell’opera. Nelle produzioni in serie\, come calcografie e serigrafie\, la carta apre un dialogo intimo con le figure che la popolano\, senza limitarsi alla semplice iterazione della composizione. Anche nelle stampe l’artista riafferma la sua volontà di rendere unici e iconici i soggetti\, mettendo in gioco “quella regola non rispettata della calcografia” per cui “le copie da me stampate finiscono sempre per tornare ad essere degli originali\, grazie ad interventi post-stampa come foglia oro\, acquarello o inchiostri”. Nella sezione della mostra dedicata alle stampe si trova Moonzoo\, in cui una sacerdotessa con un copricapo a testa di lupo sembra rivolta verso l’osservatore\, ostentando la sua unicità e opponendosi alla pudicizia\, una copia comune che diventa matrice iconica\, proponendosi come ponte tra l’arte sciamanica e il pop contemporaneo. \nIl Denim è un materiale inedito\, che l’artista ha declinato in svariati modi per la realizzazione dei suoi ultimi lavori. Tessuto nato per il lavoro manuale\, è entrato a far parte del vestiario casual nel corso del XX secolo e viene analizzato con metodo quasi archeologico nei lavori in mostra\, integrandolo nell’opera d’arte\, donandogli un’ulteriore funzione estetica. Nel nucleo di opere compare Ritual Denim\, che dà il titolo all’esposizione\, un’enorme tela in denim ricca dei personaggi di Monzo\, creata a partire dalla collezione di capi realizzati con le stesse opere incise a laser grazie alla collaborazione con il Development Center della Candiani Denim\, azienda leader nel settore\, con il cui tessuto sono stati realizzati gli stessi capi della capsule collection per SAC. Lo stesso tessuto è stato utilizzato dal sarto Vasco Inzoli\, che ha realizzato tre capi da lavoro impreziositi poi dai gioielli di Luiss. \nTra le quattro tele inedite c’è Coraline Korallion\, opera in cui la figura\, contorta in un rito\, sembrerebbe far nascere dal suo corpo un corallo\, elemento prezioso che in questo lavoro viene dipinto\, e non aggiunto sulla superficie. Il denim qui costituisce la bordatura della tela\, il frame che delimita e chiude la figura in uno spazio stretto che persino lei sembra patire.\nNon solo nelle opere grafiche e pittoriche\, anche in quelle scultoree come ceramiche e cuscini\, Elena Monzo sembra pescare da quell’effetto vertigo di cui parla Celant\, concependo i suoi lavori come complesse ibridazioni e stratificazioni tra medium (1). \nIl tema del Viaggio è portante e duplice nella poetica dell’artista. Sono numerose le sue esperienze compiute all’estero\, specialmente presso residenze di artisti che le hanno permesso di arricchirsi\, per poi importare nella sua produzione materiali e concetti nuovi. Durante la sua residenza a Shanghai scopre la carta Washi\, utilizzata per alcune delle sue opere come Washi\, in cui la composizione\, fortemente verticale\, accoglie un dialogo tra figure segniche e caratteri orientali\, chiusi da un’elegante bordatura. Attraverso il progetto con La geografia della trasformazione\, in collaborazione con la fashion designer trevigiana Cristina Battistella\, le sagome affermate sulla carta Washi si proiettano su materiali quieti e sostenibili come seta e tulle in una serie di outfit che in mostra vengono esposti proprio in dialogo con la carta\, evidenziando l’importanza della relazione tra arte e moda radicata nella poetica dell’artista. In Giappone apprende la maestria nel trattare i materiali\, riflettendo sulla dicotomia tra arte e artigianato\, una distinzione tipica del pensiero occidentale. In Libano vive in prima persona l’ibridazione tra culture differenti\, altro elemento spesso allegorizzato nelle sue opere. Non solo come esperienza\, il Viaggio è tema cardine delle fasi creative e progettuali dei lavori dell’artista. Nel Rito della Preparazione\, le sue figure nascono dalla ricerca e dalla raccolta di immagini\, evocate nude sul supporto\, al loro stadio primordiale. Segue il processo di metamorfosi attraverso l’indumento: l’artista veste le sue figure\, le arricchisce e dona loro un’identità tramite la sovrapposizione di carte e accessori preziosi\, lasciando respirare il soggetto originale e fermandosi prima della soglia obnubilante del kitsch.\nAlla luce di tutto questo\, l’arte di Elena Monzo non si può di certo definire concettuale. Nonostante ciò\, si trova spesso a riflettere su elementi simbolici ricorrenti che emergono in maniera evidente dai suoi lavori. Nel motivo della ritualità e della trasformazione gli accessori assemblati sulle opere\, concepiti dall’abilità artigianale di Luiss Perlanera\, divengono talismani carichi di un’energia magica che le sacerdotesse evocate dall’artista controllano. Fiori\, stelle e ragni preziosi\, sono i talismani di Frida Vogue\, la adornano portando la sua rappresentazione fuori dall’opera\, come ponti tra l’immagine e il reale. Così Frida Kahlo\, figura celebre nella cultura contemporanea\, rinnova la sua unicità attraverso la stratificazione\, divenendo una Neo-Icona portatrice di simboli intimi e forti come la maternità. Un altro tema indagato spesso dall’artista è lo sdoppiamento\, visto come dialogo coerente tra due copie: Sintetik\, un’altra tra le tele inedite bordate in denim\, recupera un soggetto dall’iconografia dei Die Antwoord\, in cui i due artisti si fondono in un essere unico e androgino.\nL’opera si configura come sintesi\, appunto\, del tema del gemello affrontato nel 2014 con Bo&Bo\, che viene dunque a risolversi dieci anni dopo: i twins diventano una sola figura ibrida\, nella forma e nella sessualità. Elena Monzo propone una fuga dalla decadenza esasperante che il tempo sta patendo\, cercando\, come canta Battiato\, “nei ritmi ossessivi la chiave dei riti tribali”. \n(1) Celant Germano\, Artmix. Flussi tra arte\, architettura\, cinema\, design\, moda\, musica e televisione\, Feltrinelli\, 2021. \n  \nTesto critico di Pietro Salvatore \nBIOGRAFIA \nElena Monzo nasce a Orzinuovi (BS) nel 1981. Laureata in Pittura all’Accademia di Brera nel 2005\, si specializza in tecniche grafiche come Mastro Incisore. Già nel 2002 partecipa alla mostra collettiva del Museo della Permanente di Milano: Salon I per poi iniziare nel 2006 la sua carriera all’estero con la mostra Obra Sobre Papel alla Galleria Mito di Barcellona. Tra le collettive più importanti a cui ha partecipato: in Germania nel 2008\, Junge Italienische Kunst alla Galerie Blinz&Kramer di Colonia\, Fall Forward\, nella sede di New York di Sara Tecchia nel 2009 e molte altre a seguire tra cui alcune Biennali\, quella di Postumia nel 2010 e quella di Soncino del 2019\, sino alle più recenti quali Super S.H.E da Giovanni Bonelli a Milano nel 2028\, HUMAN NATURE\, alla Galerie Marek Kralewski di Friburgo e le due mostre tenutesi al SAC Profili e Venus in Furs del 2023 e 2024. Dal 2010 al 2024 le opere di Elena sono state esposte in fiere importanti come la Scope di Basilea\, New York e Miami\, Beirut ArtFair\, Art Verona e ArteFieraBologna. L’artista ha avuto spazio non solo in contesti collettivi\, ma anche in mostre personali quali Inside\, alla Bonelli Contemporary di Los Angeles nel 2007\, La Dolce Vita e Dark Venice alla TZR Gallery di Dusseldorf nel 2010 e 2014\, Moon Zoo e Stranger Things alla Gilda Contemporary di Milano nel 2017 e 2024 e Silk\, La via della Seta all’Ex Filanda Meroni di Soncino nel 2018. Molta importanza hanno le sue esperienze nelle residenze d’artista\, in cui Elena ha raccolto nuovi elementi\, concettuali e materici\, per la realizzazione delle sue opere: Kurashiki in Giappone nel 2013\, Beirut\, Libano nel 2014 e Shangai con The Swatch Art Peace Hotel nel 2015. Infine i premi\, tra cui il Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana tenutosi al Superstudio-più di Milano nel 2004\, la partecipazione al Premio Cairo nel 2010 e il più recente Premio Combat del 2020. \n  \nCOMUNICATO STAMPA
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SUMMARY:Premio Luigi Candiani - Artisti Affermati
DESCRIPTION:Il tema della seconda edizione del concorso Premio Luigi Candiani del 2023/2024 è \n“Viaggio all’interno del sé”\nGli artisti selezionati hanno interpretato il tema utilizzando una forma d’arte a scelta tra pittura\, scultura\, installazione\, fotografia\, videoarte e cortometraggi\, performance\, arte digitale\, grafica digitale e cartoon. \nVINCITORI \n\n Angelo Farina – vincitore primo premio\n Atefeh Khas – vincitore residenza d’artista\n Sanda Skujina – vincitore residenza d’artista\n\nARTISTI IN MOSTRA \nHadeel Azeez\nMatteo Benetazzo\nElisa Cella\nChiara Anna Colombo\nAlessandro de Leo\nMartina Dalla Stella\nAngelo Farina\nValentina Grilli\nAtefeh Khas\nGiovanni Longo\nMonika Natalia Mazur\nNicola Renzi\nAlessandra Rovelli\nTina Sgrò\nSanda Skujina\nMatteo Suffritti\nDiana Tonutto\nSilvia Trappa\nBarbara Ventura
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SUMMARY:Inaugurazione collettiva dei finalisti del Premio Luigi Candiani - Artisti Affermati
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SUMMARY:Party di lettura dell'Alda Merini
DESCRIPTION:Il prossimo appuntamento del Party di Lettura prenderà luogo al SAC e sarà domenica 14 luglio\, dalle 17:30 alle 19:00.\nPorta la tua lettura o un’attività da svolgere immersi tra le opere finaliste del concorso Premio Luigi Candiani.\nVi aspettiamo numerosə per questo progetto realizzato con il finanziamento del Centro Libro!
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SUMMARY:Inaugurazione e premiazione Premio Luigi Candiani – Giovani Artisti
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SUMMARY:Premio Luigi Candiani – Giovani Artisti
DESCRIPTION:Il tema della seconda edizione del concorso Premio Luigi Candiani del 2023/2024 è \n“Viaggio all’interno del sé”\nGli artisti selezionati hanno interpretato il tema utilizzando una forma d’arte a scelta tra pittura\, scultura\, installazione\, fotografia\, videoarte e cortometraggi\, performance\, arte digitale\, grafica digitale e cartoon. \nVINCITORI \n\nGiuseppe Gallace – vincitore primo premio\nYirui Fang – vincitore residenza d’artista\nAsya Magnaterra – vincitore residenza d’artista\n\nARTISTI IN MOSTRA \n\nValeria Andreis\nMatteo Bernabè\nGiorgio Camedda\nGianni Carta\nLucia Chiancone\nValeria Dardano\nEdoardo Ettorre\nYirui Fang\nSofia Fresia\nGiuseppe Gallace\nFulvio Governale\nKeren Liang\nAsya Magnaterra\nFrancesca Maroni\nLisa Martignoni\nSimone Miccichè\nAntonio Motta\nGraziella Romeo\nBetty Salluce
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SUMMARY:Finissage Divenire - mostra personale di Erica Conti
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SUMMARY:Apertura straordinaria serale
DESCRIPTION:SAC accoglierà il pubblico per un’apertura straordinaria serale domenica 26 maggio\, ore 21. \nDurante la serata\, le opere di Erica Conti dialogheranno con performance che ricreeranno fermimmagine e sequenze in movimento\, riportando alla luce le pose dei corpi ritratti nella mostra Divenire. \nSegna la data e non mancare! 
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